Il 3% che non hai messo a budget: i supplementi locali di Meta
Dal 1° luglio 2026 Meta aggiunge alla fattura un supplemento per le inserzioni pubblicate in sei Paesi. In Italia è il 3%, e non è compreso nel budget della campagna: si somma dopo. Google fa la stessa cosa dal 2024, ma con un'aliquota diversa. Abbiamo letto le due pagine ufficiali lo stesso giorno, in tre lingue.

Cosa è cambiato. Meta ha smesso di assorbire le imposte sui servizi digitali e le ribalta sugli inserzionisti come «supplemento locale»: una voce separata in fattura, calcolata sulle impression consegnate in sei giurisdizioni. In Italia vale il 3%.
Perché non riguarda tutti allo stesso modo. Il supplemento segue il pubblico, non la sede. Un'azienda italiana che vende in Romania non paga nulla; un'azienda romena che vende in Italia paga il 3%. Se pubblichi solo dove non c'è imposta, questa pagina non cambia i tuoi conti.
Cosa ti porti via. Le aliquote delle due piattaforme Paese per Paese, lette sulle loro pagine ufficiali nello stesso giorno, l'aritmetica su 1.000 € consegnati, e le tre righe di documentazione che spiegano perché la fattura può superare il budget impostato.
- Le due piattaforme non concordano sull'Italia: Meta chiede il 3%, Google il 2,5%.
- Il supplemento è escluso dal budget: «l'importo totale che ti viene addebitato potrebbe superare il tuo budget pubblicitario», scrive Meta.
- La Romania non compare in nessuno dei due elenchi.
- Google addebita in Italia dal 1° luglio 2024. Meta arriva due anni dopo.
Che cosa sono i supplementi locali di Meta
I supplementi locali sono un importo che Meta aggiunge alla fattura per le inserzioni pubblicate in giurisdizioni che applicano un'imposta sui servizi digitali; sono calcolati sulle impression consegnate in quel Paese, non sulla sede dell'inserzionista, e in Italia valgono il 3% del costo di consegna.
La pagina del Centro assistenza per le aziende di Meta lo dice in una riga che vale la pena leggere due volte: «i supplementi locali sono calcolati in base al luogo in cui si trova il tuo pubblico e in cui vengono pubblicate le tue inserzioni (impression delle inserzioni), non in base alla sede della tua azienda». Non conta dove sei. Conta dove viene vista l'inserzione.
La stessa pagina spiega anche perché fino a giugno 2026 non ve ne siete accorti: «Finora, questi costi aggiuntivi erano coperti da Meta». L'imposta esisteva già — l'Italia ha la sua imposta sui servizi digitali dal 2020 — ma la pagava la piattaforma. Da luglio 2026 la paga chi compra le inserzioni.
Sei Paesi, quattro aliquote diverse
Il supplemento applicato da Meta sul costo di consegna, per giurisdizione. La Romania è nel grafico proprio perché non c'è: è il termine di paragone.
Fonti: Centro assistenza per le aziende di Meta e Guida di Google Ads, entrambe lette il 2 settembre 2026 in inglese, italiano e romeno · cittago.com
| % sul costo di consegna | |
|---|---|
| Austria | 5,0 % |
| Turchia | 5,0 % |
| Francia | 3,0 % |
| Italia | 3,0 % |
| Spagna | 3,0 % |
| Regno Unito | 2,0 % |
| Romania | 0,0 % |

Il punto che fa male: non è compreso nel budget
Chi gestisce campagne ragiona per budget mensile. Il supplemento locale rompe questa abitudine, e Meta lo scrive senza giri di parole: «Il tuo budget pubblicitario o il limite di spesa non coprono eventuali supplementi locali». E poco sotto: «Se il tuo acquisto è soggetto a supplementi locali, l'importo totale che ti viene addebitato (comprensivo di tali costi) potrebbe superare il tuo budget pubblicitario».
L'esempio è di Meta, non nostro: «se pubblichi inserzioni del valore di 100 $ in Italia (con supplementi locali del 3%), ti verranno addebitati 100 $ (pubblicazione dell'inserzione) più 3 $ (supplementi locali), per un totale di 103 $». Il costo compare come voce distinta in fattura o nel rendiconto della transazione, con la ripartizione per Paese.
La spesa dentro il Gestore inserzioni resta quella impostata: «La tua spesa pubblicitaria rimane la stessa: il costo viene aggiunto dopo la pubblicazione delle inserzioni». Quindi il costo per risultato che leggete nella piattaforma è calcolato al netto del supplemento, mentre quello che paga l'azienda è al lordo. Su un mercato al 3% la differenza è piccola per singolo risultato e visibile a fine anno.
Su 1.000 € consegnati, la fattura cambia di 50 € tra un mercato e l'altro
Quanto viene addebitato per 1.000 € di inserzioni effettivamente pubblicate, secondo le aliquote delle due pagine ufficiali. Nessuna stima: è una moltiplicazione.
Fonti: Centro assistenza per le aziende di Meta e Guida di Google Ads, entrambe lette il 2 settembre 2026 in inglese, italiano e romeno · cittago.com
| € addebitati | |
|---|---|
| Romania | €1.000 |
| Italia · Google | €1.025 |
| Italia · Meta | €1.030 |
| Austria · Meta | €1.050 |
Google lo fa dal 2020, e con aliquote diverse
La novità è di Meta, non del meccanismo. La pagina «Supplementi specifici per giurisdizione» della Guida di Google Ads usa quasi le stesse parole: «Ciò si applica ogni volta che un annuncio viene pubblicato in giurisdizioni specifiche, indipendentemente dal paese in cui ha sede l'attività». Cambiano le date e le aliquote.
Sulla stessa Italia, Google chiede mezzo punto in meno
I supplementi di Google Ads per giurisdizione, con la data da cui vengono applicati secondo la sua pagina di assistenza. Il Canada è l'unico caso, finora, in cui un supplemento è stato chiuso.
Fonti: Centro assistenza per le aziende di Meta e Guida di Google Ads, entrambe lette il 2 settembre 2026 in inglese, italiano e romeno · cittago.com
| % sul costo di consegna | |
|---|---|
| Austria · nov. 2020 | 5,0 % |
| Turchia · gen. 2026 | 4,5 % |
| Spagna · lug. 2024 | 3,0 % |
| Italia · lug. 2024 | 2,5 % |
| Francia · mag. 2021 | 2,0 % |
| Regno Unito · nov. 2020 | 2,0 % |
| Canada · chiuso 2025 | 0,0 % |
Il confronto Paese per Paese dà una differenza sola ma stabile: sull'Italia le due piattaforme divergono di mezzo punto percentuale, 3% contro 2,5%. Sull'Austria e sul Regno Unito coincidono. Sulla Turchia Google è più basso di mezzo punto dopo la riduzione di gennaio 2026. Sulla Francia Meta chiede il 3% e Google il 2%: un punto pieno di differenza.
| Paese | Meta | Google Ads |
|---|---|---|
| Austria | 5% | 5% |
| Turchia | 5% | 4,5% |
| Francia | 3% | 2% |
| Italia | 3% | 2,5% |
| Spagna | 3% | 3% |
| Regno Unito | 2% | 2% |
| Romania | — | — |
| Canada | — | chiuso dal 1° luglio 2025 |
Una nota di metodo su una data che non torna. La pagina di Google scrive che «a partire dal 1° luglio 2025, gli annunci pubblicati in Canada non sono più soggetti alla tariffa ISD del 2,5%, in seguito all'abrogazione legislativa ufficiale dell'imposta sui servizi digitali da parte del Canada il 26 marzo 2026». La sospensione precede di otto mesi l'abrogazione formale che la giustifica: è l'ordine con cui sono andate le cose, non un refuso, ma va citato per intero se lo si usa.

A che cosa si applica, e a che cosa no
Le domande frequenti della pagina di Meta chiudono tre dubbi pratici. Il supplemento «si applica alle inserzioni indipendentemente dal formato (immagine o video)» e comprende «le campagne WhatsApp click to message e i messaggi di marketing attualmente fatturati insieme alle inserzioni»; non si applica agli altri messaggi WhatsApp a pagamento. Vale per qualunque metodo di pagamento. E i coupon si applicano al totale, cioè costo di consegna più supplemento, con il valore ripartito in proporzione.
Che cosa non siamo riusciti a stabilire, e lo diciamo perché conta per chi fa i conti: la pagina di Meta non parla di IVA in nessuna delle tre versioni linguistiche che abbiamo letto. Come il supplemento entri nella base imponibile è una domanda per il vostro commercialista, non per un articolo, e chi ve la risponde dovrebbe farlo guardando la fattura, non la documentazione.
Dove si vede il supplemento, e dove non si vede
È la domanda che arriva per prima, e la risposta spiega perché in molte aziende il supplemento è passato inosservato per due mesi. Meta scrive che «nella fattura o nel rendiconto della transazione, tali costi per Paese o area geografica saranno indicati in modo chiaro e separato». La parola che conta è fattura: il supplemento non compare nel Gestore inserzioni, non entra nelle colonne di spesa delle campagne e non si vede in nessun report esportato dalla piattaforma.
Questo crea uno scarto tra due numeri che in azienda dovrebbero coincidere: quello che il responsabile marketing riporta come spesa del mese e quello che arriva alla contabilità. Non è un errore di nessuno dei due. È una riga in più, con un nome che nessuno dei due ha mai visto prima, e su un mercato al 3% vale trenta euro ogni mille.
- Nel Gestore inserzioni: non c'è. La spesa mostrata resta quella consegnata, senza supplemento.
- Nella sezione Fatturazione e pagamenti: c'è, come voce distinta, con la ripartizione per Paese.
- Nella fattura in PDF: c'è, ed è il documento che va in contabilità. Se riconciliate la spesa pubblicitaria a fine mese, è qui che i due numeri si riallineano.
Vale la pena aprire una fattura di luglio e una di giugno e mettere le due pagine una accanto all'altra. La riga nuova è quella che spiega la differenza, e vederla una volta evita la telefonata in cui qualcuno chiede perché il budget è stato sforato quando non lo è stato.
Perché due piattaforme applicano aliquote diverse allo stesso Paese
Sulla stessa Italia, nello stesso mese, Meta chiede il 3% e Google il 2,5%. La differenza non è un errore di una delle due: è la conseguenza di come ciascuna ha deciso di chiamare la cosa. Meta parla di «supplementi locali» per «coprire le imposte sui servizi digitali (DST) e altri costi basati sull'area geografica applicate a Meta in queste giurisdizioni», e sceglie l'aliquota nominale dell'imposta nazionale.
Google, sulle stesse giurisdizioni europee continentali, usa l'espressione «costi operativi di natura regolamentare», e la sua pagina li descrive come previsti «per coprire una parte dei costi associati all'adeguamento alla normativa». Una parte, non il totale: da lì scende un'aliquota più bassa del tributo. Nei due Paesi in cui Google usa invece il nome «commissione ISD», Austria e Regno Unito, le aliquote delle due piattaforme coincidono al centesimo — 5% e 2%. La differenza di nome e la differenza di numero vanno insieme, e questa è la cosa più utile da sapere per prevedere che cosa succederà quando un altro Paese entrerà nell'elenco.
Cosa NON dicono queste cifre
- Non dicono quanto pagherete voi in totale: dipende da quale quota della vostra consegna finisce in ciascun Paese, e quella quota la decide il targeting, non l'aliquota.
- Non dicono nulla sull'IVA. Nessuna delle tre versioni linguistiche della pagina Meta la nomina, e non abbiamo trovato una pagina Meta che spieghi come il supplemento entri nella base imponibile.
- Non valgono per le altre piattaforme. TikTok, LinkedIn e Amazon hanno politiche proprie che non abbiamo verificato per questo articolo e che non vanno dedotte da queste due.
- Non sono stabili. Meta scrive che l'elenco «potrebbe cambiare nel tempo», e in due anni Google ha alzato la Spagna, abbassato la Turchia e chiuso il Canada.
- Non dicono se conviene spostare budget da un Paese all'altro. Un mercato con supplemento più basso ma con clienti che valgono meno resta il mercato peggiore, e tre punti percentuali non ribaltano quel conto.
Cosa fare, in ordine
- Aprite la fattura di luglio o agosto, non il Gestore inserzioni. La voce esiste solo lì, con la ripartizione per Paese.
- Ricalcolate il budget annuo moltiplicando la spesa consegnata in ciascun Paese per la sua aliquota. Se pubblicate solo in Italia e spendete 2.000 € al mese, sono 720 € all'anno su Meta.
- Guardate la ripartizione geografica del vostro pubblico, non il vostro mercato dichiarato. Una campagna in italiano che raggiunge anche l'Austria porta con sé il 5% su quella quota.
- Confrontate le due piattaforme sullo stesso Paese solo dopo aver aggiunto il supplemento: mezzo punto non ribalta una scelta di canale, ma va nel conto giusto.
- Segnate in calendario una rilettura: le aliquote cambiano, e il caso del Canada dimostra che possono anche sparire.
Chi non deve fare nulla
Se il vostro pubblico è interamente in Romania, in Germania, in Polonia o negli Stati Uniti, questa pagina non cambia i vostri conti: nessuno di questi Paesi compare negli elenchi. Se invece state pensando di aprire un mercato in Italia, in Francia o in Austria, il supplemento va messo nel piano dal primo mese, perché è una percentuale fissa e non si ottimizza: non dipende dal rendimento della campagna, solo da dove viene vista.
È anche il motivo per cui, quando impostiamo una campagna Meta Ads per un'azienda che vende in più Paesi, la ripartizione geografica del budget viene decisa prima delle creatività: cambia il costo reale del contatto, e cambia prima che il primo euro sia speso.
Glossario
| Termine | Che cosa significa |
|---|---|
| Supplemento locale (location fee) | L'importo che Meta aggiunge per le inserzioni consegnate in una giurisdizione con imposta sui servizi digitali. Voce separata, calcolata sulle impression. |
| Costo operativo di natura regolamentare | Il nome che Google Ads usa per la stessa cosa in Francia, Spagna e Italia. In Austria e nel Regno Unito la chiama «commissione ISD». |
| ISD / DST | Imposta sui servizi digitali: il tributo nazionale sui ricavi digitali che le piattaforme ora ribaltano sugli inserzionisti. |
| Impression | Una visualizzazione dell'inserzione. È l'unità su cui si calcola il supplemento, e per questo conta dove si trova chi la vede. |
| Voce distinta in fattura | La riga separata dal costo di consegna. Non compare nel rendiconto delle campagne. |
Tre soglie, per capire quanto vi riguarda
- Sotto 500 € al mese consegnati in Italia. Il supplemento vale meno di 15 € al mese. Va saputo, non va gestito.
- Tra 500 e 5.000 € al mese. Da 15 a 150 € al mese, cioè fino a 1.800 € all'anno: entra nel budget annuale e nel calcolo del margine per contatto.
- Oltre 5.000 € al mese, su più Paesi. Qui la ripartizione geografica diventa una leva vera: la stessa spesa consegnata in mercati diversi produce fatture diverse, a parità di risultato.
Le aliquote di questa pagina sono quelle lette il 2 settembre 2026 sulle due pagine ufficiali. Ne riparliamo tra 3–6 mesi 😉
Domande che nessuno ci ha ancora fatto
La pagina è nuova, quindi queste sono le domande che ci aspettiamo dalle aziende che pubblicano in più di un Paese.
Che cosa sono i supplementi locali di Meta?
Sono un importo che Meta aggiunge alla fattura per le inserzioni consegnate in giurisdizioni che applicano un'imposta sui servizi digitali. Compaiono come voce separata dal costo delle inserzioni e sono calcolati sulle impression consegnate in quel Paese. Prima di questo cambiamento, scrive Meta, «questi costi aggiuntivi erano coperti da Meta».
Quanto costano in Italia?
Il 3% sul costo di consegna delle inserzioni pubblicate in Italia. Su 1.000 € consegnati significa 30 € in più, per un totale di 1.030 €. È l'esempio che usa Meta stessa nella sua pagina di assistenza, con 100 $ e 3 $.
Il supplemento è compreso nel budget della campagna?
No, ed è il punto che sorprende di più. Meta scrive che «il tuo budget pubblicitario o il limite di spesa non coprono eventuali supplementi locali» e che l'importo totale addebitato «potrebbe superare il tuo budget pubblicitario». La spesa che leggete nel Gestore inserzioni resta quella impostata; il supplemento arriva dopo, in fattura.
Pago il supplemento se la mia azienda non ha sede in uno di quei Paesi?
Sì, se le inserzioni vengono viste lì. La pagina di Meta è esplicita: i supplementi «sono calcolati in base al luogo in cui si trova il tuo pubblico e in cui vengono pubblicate le tue inserzioni, non in base alla sede della tua azienda». Vale anche al contrario: un'azienda italiana che pubblica solo in Romania non paga nulla.
In quali Paesi si applicano?
Secondo la pagina di Meta: Austria 5%, Francia 3%, Italia 3%, Spagna 3%, Turchia 5%, Regno Unito 2%. Meta aggiunge che «l'elenco delle giurisdizioni e delle aliquote potrebbe cambiare nel tempo». La Romania non è nell'elenco.
Google Ads fa la stessa cosa?
Sì, da prima. La Guida di Google Ads elenca i supplementi per giurisdizione con le date: Austria e Regno Unito dal novembre 2020, Francia dal maggio 2021, Italia e Spagna dal luglio 2024. Sull'Italia l'aliquota di Google è il 2,5%, mezzo punto sotto quella di Meta.
Il supplemento vale anche per le campagne WhatsApp?
Solo per una parte. Le domande frequenti di Meta dicono che il supplemento comprende «le campagne WhatsApp click to message e i messaggi di marketing attualmente fatturati insieme alle inserzioni», e che non si applica agli altri messaggi WhatsApp a pagamento.
I coupon coprono anche il supplemento?
Sì. Meta scrive che i coupon si applicano all'importo totale della fattura, cioè costo di consegna più supplemento locale, e che il valore del coupon viene ripartito in proporzione tra le due voci.
Un supplemento può essere tolto?
È già successo. La pagina di Google Ads dice che «a partire dal 1° luglio 2025, gli annunci pubblicati in Canada non sono più soggetti alla tariffa ISD del 2,5%», dopo l'abrogazione dell'imposta canadese. È l'unico caso finora, e la ragione per cui conviene rileggere le due pagine una volta all'anno.
Ultimo aggiornamento: 2 settembre 2026. Le aliquote e le citazioni provengono dalla pagina «Informazioni sui supplementi locali per le inserzioni sulle piattaforme di Meta» del Centro assistenza per le aziende di Meta e dalla pagina «Supplementi specifici per giurisdizione» della Guida di Google Ads, entrambe lette il 2 settembre 2026 con un browser reale, nelle versioni inglese, italiana e romena. La data del 1° luglio 2026 per l'avvio dei supplementi Meta non compare sulla pagina di assistenza, che è priva di data: viene dalle comunicazioni agli inserzionisti ed è stata riportata dalla stampa di settore a marzo 2026. Nessuna delle tre versioni della pagina Meta parla di IVA. Aggiorniamo questa pagina quando cambia un'aliquota o l'elenco dei Paesi.
Fonti: Meta, supplementi locali per le inserzioni · Google Ads, supplementi specifici per giurisdizione · eMarketer, Meta ribalta le location fees sugli inserzionisti


